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giovedì 28 gennaio 2021

Via la maximulta da 350mila euro all'azienda cinese

Il Comune ha tentato di classificarlo alla voce 'commerciante' quando invece la sua professione è quella dell'impannatore, una delle figure più tipiche della tradizione tessile pratese. Ci ha provato contestando una violazione urbanistica da 350mila euro a lui, imprenditore cinese a capo di un maglificio nel Macrolotto 1, e alla società immobiliare italiana proprietaria del capannone affittato per svolgere l'attività. Tutto nasce a febbraio scorso quando il settore Abusi edilizi apre un procedimento sulla destinazione d'uso del capannone sollevando una modifica a quella originaria. La proprietà si attiva immediatamente producendo attestazioni, documenti e incartamenti vari per controbattere, ottenendo la revoca della quota parte di sanzione a suo carico.


Senza ragione perché l'impannatore non è un commerciante. Le univoche descrizioni che più fonti fanno dell'impannatore, finiscono nel ricorso al Tar. Un guerra di carte bollate a cui, attraverso il suo avvocato, partecipa anche l'impannatore cinese. Il settore Abusi edilizi ingrana di nuovo la retromarcia e annulla la sanzione anche al maglificio restituendo all'attività la sua collocazione precisa nella filiera tessile.

#byomar

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