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martedì 12 gennaio 2021

Umberto Tozzi si smarca da Trump: "Ha usato ‘Gloria’, ma io non canto l’odio"

«Ho sempre preferito l’amore alla violenza, il dialogo alla forza. Nelle mie canzoni canto la bellezza della vita. Per questo mi dissocio e sono pronto in qualità di autore a difendere le origini e i principi di questa canzone», ha spiegato in un video che ha twittato ai suoi followers. Gloria, una delle canzoni più popolari di Tozzi, venne tradotta in inglese e fu portata al successo negli Stati Uniti dalla cantante Laura Branigan nel 1982. Donald Trump ha riportato in auge il pezzo riesumandolo e proponendolo all’inizio dei propri comizi elettorali.

Dopo l’occupazione di Capitol Hill da parte dei sostenitori del presidente, che è costata la vita a 5 persone, il cantautore torinese si è dissociato dal video – girato da Trump Jr. – che immortalava la famiglia Trump ballare sulle note della canzone prima del discorso del presidente uscente seguito dall’assalto al Congresso. «Ai miei più cari fan. Recentemente mi è stato mostrato un video in cui una delle mie canzoni più care è stata usata da Donald Trump e dal suo staff della campagna prima che incitassero a violenze indicibili. Sono un artista e ogni giorno sceglierò l’amore all’odio e il dialogo alla forza», ha tenuto a precisare Tozzi nel suo tweet.

Ha preso le distanze e proibito l’uso della canzone per motivazioni politiche anche Kathy Golik, manager di Laura Branigan. «E’ triste e disturbante vedere la memoria e la musica di Laura [scomparsa nel 2004 per aneurisma all’età di 47 anni, ndr] associate alle violenze di Capitol Hill avvenute questa settimana», ha scritto.

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