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domenica 3 gennaio 2021

Nuovo piano per la Campania, cambia tutto un’altra volta: slittano le riaperture, ancora cancelli chiusi.

Nuovo piano per la Campania, cambia tutto un’altra volta e slittano così le riaperture. E’ quanto si apprende dalla Regione che avrebbe rimandato a domani anche un nuovo tavolo di discussione sul da farsi. Il rientro a scuola in Campania – come più volte annunciato dall’assessore all’Istruzione della Campania Lucia Fortini – sarà scaglionato. Si presume dunque l’ok a infanzia, materne e prima e seconda elementare già il 7 per poi arrivare forse al 25 gennaio per le superiori ma non è chiara ancora la percentuale in presenza degli alunni.

Campania verso la zona gialla, almeno stando a quanto prevede il governo, ma De Luca non sembra essere per nulla d’accordo e teme soprattutto per una terza ondata. La Campania alla luce dell’ultimo monitoraggio nazionale del 27 dicembre parte da un valore di Rt di 0,78 . Da valutare le decisioni del governatore De Luca che optò per la zona arancione dopo il via libera al ‘giallo’ per tutta Italia predisponendo misure più restrittive per evitare la diffusione del virus. Dal 7 gennaio l’Italia e la Campania tornano a dividersi in zona rossa, zona arancione e zona gialla con regole diverse tra le varie regioni a seconda delle fasce disegnate dal report Iss.

Intanto ancora per qualche giorno, in base alle misure del decreto Natale, il paese sarà a tinta unita e avrà restrizioni identiche ovunque. Per quanto riguarda la Campania, per la Regione dovrebbe essere disposta la zona gialla per effetto dei dati molto migliorati rispetto ad un mese fa. L’ordinanza numero 98 di De Luca tra l’altro, che prorogava la Campania in zona arancione, è scaduta il 23 dicembre 2020. Weekend in zona rossa, poi un giorno -lunedì 4 gennaio- in zona arancione.

Sabato 2 e domenica 3 gennaio in Italia saranno ancora in vigore le regole previste dal decreto che -oltre al coprifuoco ordinario tra le 22 e le 5- introduce misure restrittive per i giorni prefestivi e festivi. Sarà possibile, una sola volta al giorno, spostarsi per fare visita a parenti o amici, anche verso altri Comuni, ma sempre e solo all’interno della stessa Regione e nel limite massimo di due persone. Fino al 6 gennaio sono vietati tutti gli spostamenti, anche per far visita ad amici o parenti, che comportino l’uscita dalla Regione in cui si vive o in cui si ha la residenza. Nei giorni in area rossa sarà possibile, una sola volta al giorno, spostarsi per fare visita a parenti o amici, anche verso altri Comuni.

Ma sempre e solo all’interno della stessa Regione e nel limite massimo di due persone. Le regole proprie della zona rossa prevedono che ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, siano aperti esclusivamente per la vendita da asporto e per la consegna a domicilio. Nelle aree o negli orari in cui è sospeso il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali l’ingresso e la permanenza negli stessi da parte dei clienti sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Le misure verranno attenuate lunedì 4 gennaio, quando l’Italia tornerà ad essere zona arancione per 24 ore.

Ci si potrà spostare liberamente all’interno del proprio comune, senza autocertificazione, e ci si potrà muovere dai piccoli comuni sotto i 5000 abitanti e nel raggio di 30 chilometri anche se questo significa uscire dalla propria regione. Il decreto Natale prevede misure valide fino al 6 gennaio. Dal 7, quindi, l’Italia tornerà al sistema diversificato tra zona rossa, arancione e gialla. « Una Regione ha una classificazione del rischio ‘non valutabile’ -equiparato a rischio alto- data la bassa percentuale di completezza dei dati».

Le Regioni Calabria, Liguria e Veneto hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo 2 nell’epidemia di coronavirus in Italia. Questo desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti.

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