Sfoglia il giornale

domenica 10 gennaio 2021

Crisi congelata. Conte riscrive il Piano, apre su nuovo programma e nuova squadra. Ma senza dimissioni

La crisi può attendere. A patto che il ministro Gualtieri consegni in queste ore, possibilmente in mattinata, il testo completo del Recovery plan. La crisi può attendere, quindi, a patto che Conte adegui la squadra e l’azione di governo. Su questo punto, solo su questo a quanto pare, Conte non ha ceduto al pressing di Italia viva.

Non è necessario molto tempo per verificare il nuovo cronoprogramma del Conte ter . Nel frattempo Italia viva voterà lo scostamento di bilancio che il governo chiederà già domani, al massimo martedì, per dare i ristori necessarie alle categorie che non hanno potuto lavorare. E’ chiaro che le dimissioni delle ministre di Italia restano sul tavolo. E, se dovesse essere, non sarà necessario neppure spiegare perchè.

Dura quattro ore l’assemblea dei parlamentari di Italia. Alle 22 sono collegate circa sessanta persone tra deputati e senatori. Ci sono tutti perchè le decisioni da prendere sono pesanti. Possiamo solo immaginare, con qualche buon fondamento, che la moral suasion del Colle abbia svolto anche in queste ore un ruolo decisivo per arrivare a quella che è nella sostanza lo sblocco della situazione.

A chi dirà che Renzi alla fine ha fatto pippa, cioè ha mollato, basterà mettere in fila le cose ottenute. La riunione inizia alle 22 e 30 e termina alle due e trenta del mattino. Matteo Renzi parla e spiega. Parte dagli Stati Uniti e insiste sul perchè il premier deve chiarire alcuni suoi passaggi con l’amministrazione Trump e anche per questo cedere la delega all’intelligence.

Poi ha ribadito che «Italia viva non vuole rompere» ma «confrontarsi nel merito sulle questioni». Le parole restano dure e lo scenario della crisi aperto. Sono intervenuti quasi tutti i deputati e senatori. Il gruppo, è stato spiegato, «è compatto sulle decisioni prese e sulla linea di Matteo Renzi».

Sugli altri temi, un documento di trenta punti sarebbe stato consegnato nei giorni scorsi dal Dem Goffredo Bettini al premier Conte per conto di Renzi con indicati nodi che andrebbero dal fisco alla revisione del reddito di cittadinanza, dalla giustizia ai cantieri. Nell’assemblea sono state ringraziate pubblicamente le ministre Bellanova e Bonetti per come hanno saputo gestire queste lunghe settimane di pressione. Un Conte a due facce, a dimostrazione che l’uomo entrato per caso a palazzo Chigi il primo giungo 2018 ha acquisito doti da politico scaltro, navigato e disposto a tutto pur di governare. Ieri sera mentre gli «osservatori della crisi» erano in attesa degli esiti della riunione di Italia viva e del confronto tra Renzi e i deputati e senatori, Conte ha provato ad occupare la scena, ad anticipare l’esito delle decisioni ed evitare in sostanza la crisi.

Nessun commento:

Posta un commento