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sabato 23 gennaio 2021

Conte dice no a Renzi: «Io di certo non mollo»

L’impressione generale è che Giuseppe Conte, percorrendo la stretta via della resa dei conti parlamentare, sia finito in un vicolo cieco. E che l’unica uscita possibile dalla crisi sia aprire la porta a Italia Viva e al suo leader, come sperano ormai anche autorevoli dirigenti del Pd. «Mai con Renzi», è la risposta categoria dell’avvocato, che sul gran rifiuto verso colui che ha innescato una crisi di governo al buio ha trovato la sponda di Luigi Di Maio e Alessandro di Battista, uniti nella difficile mission di derenzizzare la maggioranza. L’impressione del fronte contiano è che Matteo Renzi stia lavorando con tutte le energie per compattare i suoi gruppi parlamentari e impedire fughe di aspiranti responsabili.

Eppure, più Renzi apre a Conte, più Conte chiude a Renzi e gela i messaggeri provando a convincerli che «il rischio di andare al voto si fa sempre più concreto e reale». Per il senatore Gaetano Quagliariello i leader del centrodestra hanno commesso «un errore tattico e strategico», che potrebbe persino blindare il premier. A porte chiuse, parlando di Renzi, Conte non si stanca di ricordare tutti «i diktat e le minacce» che ritiene di aver subìto in questo anno e mezzo di governo. Giuseppe Conte teme che «Italia Viva alzerebbe sempre più il prezzo, anche sui ministeri» e l’azione dell’esecutivo finirebbe paralizzata dai veti.

Un atteggiamento che, stridendo con la realtà e forse anche con i moniti del Quirinale, spiazza e preoccupa ministri e leader dei partiti, sorpresi dalla sua ostentata sicurezza. Il fatto è che Conte, anche se ieri appariva un poco più ansioso, il più delle volte pensa davvero che sarà lui a uscire vincitore dal braccio di ferro con Renzi. La sua idea è che il Movimento, la forza numericamente più forte, non accetterà mai di sacrificarlo per accontentare un piccolo partito come Italia Viva. «I gruppi parlamentari non voterebbero alcun governo con Renzi e senza Conte e anche il Pd ne uscirebbe umiliato» è la tesi dei vertici del M5S.

Quanto al Pd, l’avvocato resta convinto che Zingaretti davvero non si fidi più di Renzi e che se questo governo cade, le urne siano davvero la più onorevole via d’uscita dal pantano. Per Conte l’unica vera prospettiva è che un drappello di senatori di Italia Viva strappi e abbandoni Renzi. A meno che proprio quel giorno non si palesino i nuovi costruttori da Italia Viva, da Forza Italia e dall’Udc, «orfana» del leader indagato Lorenzo Cesa. Conte rischia brutto, ma sembra non abbia perso la fiducia.

Quel Conte ter che il giurista pugliese aveva sempre respinto e che ora sarebbe disposto ad accettare.

#byomar

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