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mercoledì 27 gennaio 2021

Centrodestra unito, ma solo se c'è Conte


Per evitare qualche nuova fuga tra i non pochi senatori che sentono traballare il loro scranno e che nell’alleanza con Lega e Fratelli d’Italia non si trovano a loro agio. Ecco allora la mossa del duo Salvini-Meloni di presentarsi davanti a Sergio Mattarella tutti assieme, un’unica delegazione del centrodestra. Ma è una unità di facciata, destinata a sgretolarsi qualora venerdì 29 gennaio il Capo dello Stato dovesse constatare che non ci sono le condizioni per un reincarico a Giuseppe Conte. A quel punto è assai probabile che al secondo giro di consultazioni, ognuno salirà al Quirinale per conto proprio.


Per Matteo Salvini e Giorgia Meloni la strada maestra sono le elezioni. Ma non è così né per Forza Italia e neppure per i gruppi minori del centrodestra che invece, come ha ripetuto più volte Silvio Berlusconi ma anche Giovanni Toti e i senatori Paolo Romani e Gaetano Quagliariello, o la centrista Paola Binetti e il neo segretario Udc De Poli, ritengono che sia l’ora di un Governo di salute pubblica. Berlusconi continua a ripetere che la conditio sine qua non resta che questa soluzione sia condivisa dalla coalizione. Per tentarlo, per convincere Berlusconi a seguirlo fino in fondo, Salvini ha detto urbi et orbi di essere pronto a sostenere la candidatura dell’ex premier per il Quirinale.

Il leader della Lega sa già che Giorgia Meloni non siederà mai attorno a un tavolo per dar vita a un Governo di larghe intese. Salvini quindi non potrà che fare altrettanto perché non può permettersi di lasciare alla presidente di Fratelli d’Italia, che ormai lo supera in popolarità e che gli ha sottratto il 10% dei suoi elettori, di bombardarlo dall’opposizione. Una scelta obbligata, quella del leader del Carroccio, ma non sofferta. Se dunque Conte dovesse non farcela, si aprirà un’altra partita nella quale il centrodestra stavolta è destinato ad essere protagonista per le sue divisioni.

#byomar

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