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lunedì 21 dicembre 2020

La variante inglese Covid fa paura

La variante inglese del coronavirus circola già da un mese. Tre sequenze di campioni raccolti in Danimarca e uno in Australia, prelevati a novembre, sono infatti risultate essere collegate al focolaio inglese causato da questa mutazione. «Le autorità sanitarie pubbliche e i laboratori di tutti i paesi europei devono analizzare i virus isolati in modo tempestivo per identificare i casi della nuova variante. » Intanto è stata avviata allo Spallanzani di Roma la procedura per l'isolamento della sequenza del virus per verificare la cosiddetta variante.

Gli accertamenti saranno fatti sul test eseguito su un passeggero sbarcato ieri a Fiumicino e positivo al tampone. Si avranno nei prossimi giorni i risultati degli accertamenti per stabilire se il passeggero, positivo al Covid, abbia la cosiddetta variante inglese. Su 351 passeggeri atterrati ieri a Fiumicino dall'Inghilterra è l'unico risultato positivo al Covid. Sta bene ed è asintomatica la donna risultata positiva alla variante britannica del Covid.

Quest'ultimo, di orgini britanniche, è anche lui positivo ed asintomatico ed era rientrato alcuni giorni fa dal Regno Unito ma su di lui non è stata ancora conclamata la variante. Elemento, quest'ultimo, che avrebbe aiutato a sequenziare il genoma del virus SARS-CoV-2 con la variante riscontrata nelle ultime settimane in Gran Bretagna. «La variante di Sars-CoV2 che sta circolando in questo momento a Londra e nel sud est dell'Inghilterra, presenta delle mutazioni sulla proteina di superficie del virus, la cosiddetta Spike. Nonostante si ipotizzi che queste mutazioni possano aumentare la étrasmissibilità del virus, non sembrano alterare né l'aggressività clinica nè la risposta ai vaccini», ha detto il Direttore Generare della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.

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